INforma

  • INforma 2023 – 1

    • Tanti temi per il 60° anniversario
    • Consumo di suolo, il rapporto dell’Osservatorio
    • Una moratoria e serie politiche di gestione dei rifiuti
    • Una piazza perduta
    • La barchessa, il palazzo, il cimitero
    • Concorsi come strumenti per il dibattito
    • Commissioni competenti o compiacenti?
    • La Masera di Levico
    • Carnevale in via Zandonai
    • La maleducazione comincia all’asilo
    • Lunga vita all’acqua!
    • Città minime
    • Franco De Battaglia, socio meritevole
    • In ricordo di Guido Masè
    • Trento città dipinta
    • Ombre sulla neve
    • Greenwash: il cimitero verticale

  • INforma 2022 – 3

    Cari soci, quest’ultimo numero del 2022 è l’occasione per riassumere il lavoro di un anno che ci ha impegnati su diversi temi, perlopiù nell’ambito della salvaguardia ambientale e paesaggistica.

    Molte le questioni affrontate all’interno del consiglio e in contesti più ampi: riunioni tra le associazioni, incontri pubblici, confronti, dibattiti e prese di posizione sui mass-media.

    La situazione è pesante: dallo smaltimento dei rifiuti all’aumento delle emissioni gas-inquinanti (riapertura del forno del cementificio delle Sarche), dall’irrefrenabile consumo di suolo (nuovi capannoni a Trento e un nuovo ospedale a Cavalese, tutto in zone agricole) alle grandi opere per le Olimpiadi invernali 2026.

    Da questo scenario emerge un atteggiamento insensibile ai problemi del territorio, dell’ambiente, della sostenibilità, delle variazioni climatiche.

    L’agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile è disattesa in ogni punto.

  • INforma 2022 – 2

    Cari soci, prima delle vacanze vorrei fare il punto della situazione sintetizzando i principali temi affrontati in questa metà dell’anno che ci ha visti coinvolti in diversi problemi, con senso critico e tempestività, e attivi nelle proposte di conoscenza, salvaguardia e valorizzazione del ricco patrimonio storico-artistico della nostra provincia.

  • INforma 2022 – 1

    Da qualche anno, in occasione del Natale, un nuovo fenomeno luminoso si sovrappone alle facciate di alcuni edifici proiettandovi stelle, comete, fiocchi su fondi colorati, statici o in movimento.

    La moda, nata nelle piazze urbane, si è diffusa rapidamente anche nei borghi e nei nuclei sparsi. Verso fine anno, per più di un mese, alcune piazze all’imbrunire vengono completamente trasformate e alcune chiese ridotte a semplici schermi per la proiezione di forme effimere e leggere che, secondo gli organizzatori, dovrebbero portare “aria di festa”.

    In quel periodo le architetture sacre prese di mira diventano “altro”: perdono il senso della loro forma, dove le facciate costituiscono il rapporto tra la sfera religiosa e quella urbana, tra la dimensione spirituale e quella laica, e dove ogni elemento è parte di un linguaggio simbolico con funzioni, ruoli, significati precisi.

  • INforma 2021 – 3

    La mattina di sabato 18 settembre la sezione trentina d’Italia Nostra terrà la sua assemblea annuale presso il MUSE.

    Come tradizione, esaurita la prima parte dedicata agli aspetti interni, dedicheremo la seconda parte a un tema emergente.

    Quest’anno, il rapporto tra città e sostenibilità.

  • INforma 2021 – 2

    L’autonomia dovrebbe rendere leggi, norme e amministrazione della cosa pubblica più aderenti alle specificità della nostra provincia.

    In che consiste questa “specificità”? Poiché i Trentini sono geneticamente uguali al resto dell’umanità, la differenza non può che essere culturale, il prodotto di vicende storiche e condizioni geografiche, in gran parte sedimentato in forme materiali.

    Dunque, una politica autonomistica che eroda il suo patrimonio culturale ricorda quel tizio che segava il ramo sul quale era seduto.

    Eppure, non da ieri, questo sta accadendo.

  • INforma 2021 – 1

    Parlando di paesaggio, non c’è persona che si reputi colta che non senta il bisogno di dichiarare con sufficienza il proprio disprezzo per il “paesaggio da cartolina”.

    Dimostrando così, a mio modo di vedere, la propria insufficiente comprensione sia del paesaggio, sia delle cartoline.

  • INforma 2020 – 3

    Lo slogan del PRG del 1991 fu “Trento Capitale”. Quel piano, 24 anni dopo il PUP di Kessler e Samonà intendeva invertire il modello dispersivo della “campagna urbanizzata”, poi ribattezzato “città diffusa” e infine “città arcipelago”, che già allora dimostrava la sua inefficienza e la sua insostenibilità.

    Quella rivendicazione del ruolo di Trento è rimasta, quantomeno sul piano urbanistico, una velleità: per l’inconsistenza del piano, per le enormi risorse (anche politiche) necessarie, per le resistenze ideologiche tutt’ora largamente operanti (anti-urbanesimo).

    Dopo 29 anni, il tema della concentrazione fisica e funzionale della città è ancora all’ordine del giorno, imposto anche dagli eventi successivi, e non può essere ulteriormente rinviato.

  • INforma 2020 – 2

    Un oggetto minimalista è come un testo poetico: una prosa scarnificata in cui il poco che rimane acquista evidenza e significato.

    Ma non basta ridurre un testo a poche sillabe per raggiungere la densità di senso di “M’illumino d’immenso”.

    Il più delle volte si ottiene solo un testo banale o ambiguo.

    Dunque: less is more, come sosteneva Mies Van der Rohe, o less is a bore, come ribatteva Robert Venturi? Dipende, ovviamente.

    Ma quando il minimalismo diventa prêtà-porter è inevitabile che Venturi prevalga.

  • INforma 2020 – 1

    Le ricorrenti invocazioni perché nei centri storici si faccia spazio a un’architettura “autenticamente contemporanea”, emendata da ogni “falso storico”, meritano qualche riflessione.

    Per fare un po’ di chiarezza nella confusione su cui poggia questo atteggiamento apparentemente ispirato da un anelito di sincerità e coerenza, è opportuno partire dall’etimo di “moderno”, che deriva dal latino modo, traducibile con “or ora, recentemente”.

    Dunque, tutte le epoche sono state, al loro tempo, inevitabilmente “moderne”: una banale ovvietà.

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